lunedì 5 febbraio 2018

MARIO DE ROSA "INEDITI"



QUEL BISOGNO D’AMORE


Quel bisogno d’amore
 come volo accompagna
la tua barba novella
di giovane Telemaco,
in quell’immenso mare
di occhi tuffo al cuore.

Ma l’ultima campana
del vostro nido scuola
ha disperso i tuoi amici
nei cieli dell’estate
come i fiori e le stelle,
con i gioiosi gridi ed i ronzii
di calabroni e rondini.

Ci vorrebbe un amore
per far tacere l’urlo
della solitudine
e suggerirti corse
per i prati gioiosi,
non persone attempate
o ansiosi genitori.

Io dentro t’indovino
veloce sofferenza
per quell’affetto fumo,
dietro cancelli autistici
dove soltanto baci
la tua migliore amica:
l’illusione.

Mario De Rosa



POETA

Sono solo un poeta su pagine di strada

che soffre per fratelli senza speme.

Dal mio vecchio cappello amo pescare versi
che detergano pianto ed amarezza.

Sono un poeta solo col carico mio lieve
Un bel canestro di speranze amare .


Mario De Rosa





8 commenti:

  1. Complimenti. Le tue composizioni meritano questo spaxio che il generoso Nazario ci mette a disposiziione su Leucade. Trovo la tua poetica magica e piena di cuore.

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  2. Grazie Marisa ,sono davvero contento di essere in questo prestigioso sito,dove sei anche tu.

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  3. Le due liriche di Mario De Rosa sono a dir poco sublimi. Lo dico a cuore nudo, senza piaggeria. Nel leggerlo ho viaggiato sulle note di una musica intensa, ascoltando gli echi dei Poeti maledetti, in particolare di Prévert. Le fronde del cuore non hanno mai smesso di muoversi sulla melodia di:
    "Ci vorrebbe un amore
    per far tacere l’urlo
    della solitudine
    e suggerirti corse
    per i prati gioiosi"
    e non mi sono chiesta un solo istante chi fosse il destinatario /a della lirica. Non era importante. Importante è l'intensità della comunicazione, della fisica vitalità verbale. Nella seconda poesia ho riscontrato l'arte della brevità che amo da sempre e che non è facile trovare. Arte che si condensa in alcuni endecasillabi puri come gemme. La 'poesia', in fondo non potrebbe essere narrata senza ricorrere alle sue origini. L'Autore ne è consapevole e, pur con toni amari, brucianti di carità, rende se versi un bellissimo caleidoscopio di immagini.
    Lo ringrazio di cuore per questo tributo alla poesia!
    Maria Rizzi

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    1. Che dirti ,se non semplicemente un accorato grazie!

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  4. Gentilissima Maria Rizzi,in fondo noi "pretesi poeti",ci pasciamo d'umile bellezza mai banale.Grazie per l'onore della tua critica,di cui sono orgoglioso.

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  5. Sono versi che arrivano lontano giungendo molto molto vicino

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