martedì 19 marzo 2019

NAZARIO P. LEGGE: "LA POESIA DI IMPERIA TOGNACCI..." DI F.D'EPISCOPO


FRANCESCO D'EPISCOPO. LA POESIA
DI IMPERIA TOGNACCI. INQUIETUDINE DELL'INFINITO.
GENESI EDITRICE. 2019

FRANCESCO D'EPISCOPO. LA POESIA
DI IMPERIA TOGNACCI. INQUIETUDINE DELL'INFINITO.

GENESI EDITRICE. 2019



Imperia Tognacci si presenta alla scena letteraria con un nuovo saggio a lei dedicato dal critico Francesco D’Episcopo che ne impreziosisce il curriculum e al contempo contribuisce non di poco ad approfondirne la vicenda scritturale. La versatilità della Tognacci è a  noi nota; spesso abbiamo commentato i suoi libri: poesia, narrativa, saggistica, un vero vulcano in eruzione. Prima cosa dobbiamo apprezzare, ictu oculi, il testo per la veste grafica: in copertina Curiosità di Silvestro Lega,    in quarta lacerti critici tratti dalla narrazione del saggista. Il testo si divide in: LA MATRICE PASCOLIANA, LE SINGOLE SILLOGI, LA SVOLTA POEMATICA, E POST SCRIPTUM. Un’analisi precisa e puntuale che mette bene in evidenza la diacronica vicenda poetico-esistenziale della Nostra nelle varie fasi degli anni di lavoro.  Quello che riportiamo dalla quarta di copertina è indicativo nel dare l’idea della pluralità produttiva della Tognacci e del suo valore estetico ormai assodato e condiviso dalla critica ufficiale: “… Questa monografia risponde principalmente a questo intento: far conoscere e riconoscere una poetessa, che si è incontrata casualmente in premi e libri comuni e che ora si esprime in tutta la sua realtà vivente e poetante. Una condivisione, che conferma tutta la verità di quell’“arte dell’icontro”, che resta la vita nel suo continuo divenire…”. A me, comunque, piace terminare questa presentazione riportando un lacerto con cui lo studioso termina la sua anamnesi: “… Ogni poeta ha le sue vite, le sue storie, i suoi autori e, se il linguaggio risente inevitabilmente di una serie di inconsce influenze, che il critico non può che provare ad indovinare, egli resta un’isola in un grande arcipelago di forme e contenuti, che non conviene mai, alla maniera crociana, definire categoricamente ora felici ora infelici….. Certo, il mondo che ci descrive è ormai cambiato, contaminato e trascolorato da diversi additivi allotri, se non del tutto estranei, alle sue aspettative più autentiche. Non è quindi da escludere che anche la sua poesia prenderà in futuro altre rotte ma, in ogni caso e soprattutto per questo, essa non tradirà mai se stessa.”.

Nazario Pardini

2 commenti:

  1. giancarlo baroni20 marzo 2019 05:32

    Grazie per questa ampia e dettagliata recensione. La poesia italiana e, in questo caso, quella parmigiana offre oggi una varietà di voci sinonimo di ricchezza.

    RispondiElimina
  2. Interssante questa recensione. W la poesia!

    RispondiElimina