martedì 22 settembre 2020

CARLA BARONI: "SATURAZIONE POETICA"

 


Mi è giunto oggi 22 settembre un gradito dono arricchito da una dedica che lo impreziosisce ancor di più. Si tratta di una nuova opera di Carla  Baroni dal titolo SATURAZIONE POETICA, editata per i caratteri di Edizioni Stravagario: opera bella, ben fatta, che bene figura in biblioteca; opera elegante per copertina, impaginazione, caratteri, quarta dove appare l’ampia bio-bibliografia di una scrittrice che merita un rilevante posto nella letteratura contemporanea non solo per il numero delle pubblicazioni ma soprattutto per la qualità dei suoi scritti. Non c’è argomento che l’Autrice non abbia trattato: la vita, l’amore, l’illusione, la delusione, il sogno, il memoriale.. il tutto nel suo inconfondibile endecasillabo di cui ella è ed è divenuta maestra unica, inconfondibile. Un libro ampio, voluminoso di ben 144 pagine dove Carla affronta argomenti scherzosi; e d’altronde non è cosa nuova nella storia della scrittrice, se guardiamo bene la sua produzione dove la malinconia volge spesso le vele verso un dire scherzoso e malizioso, per non cadere nel tranello di un becero pessimismo. Comunque ogni argomento è  valido per le sue corde, ogni argomento una  volta passato dai filtri della sua intelligenza creativa, si fa vera poesia: la Prefazione di Patrizia Stefanelli mette bene in luce quelle che sono le caratteristiche filologiche della sua Poetica: Cacciatore delle Alpi, Romolo e Remo, Paolo e Francesca, L’Olimpo, fino a Limerick, un vero poemetto in endecasillabi a rima baciata con l’ultimo verso di ogni sestina in rima col primo. Insomma si può dire senza dubbio, e senza tema di essere smentiti che Carla gioca con la metrica, incrementando il valore aggiunto del suo bagaglio culturale e poematico.

  

IL CAVALLO DI TROIA

 

Stava lì il cavallo in legno,

stava lì senza alcun segno,

stava lì davanti al lido

-Ma il troiano “non mi fido”-

stava fuori dalle mura:

per i greci era assai dura. 

Resistettero un sol dì

poi mollaron la pipì,

poi mollaron qualche cosa

senza dubbio più odorosa.

Quando apriron lo sportello

qualchedun ne uscì bel bello

con la frase ora famosa

che mormorata a stretti denti

così suona: timeo Danaos

et (i lor) dona FETENTES.

    

Nazario Pardini

5 commenti:

  1. RICEVO E PUBBLICO

    Nazario, carissimo amico mio, grazie per prenderti cura di tutto quanto io scrivo.
    Questo ultimo libretto farà storcere il naso a quanti considerano che poesia, sia solo quella che tratta argomenti impegnati. Ma i nostri nonni non avevano la televisione e leggevano, leggevano di tutto e passavano dal serio al faceto senza distinzione. Io sono cresciuta con i brani della “Sgnera Cattareina” di Alfredo Testoni - quello del Cardinale Lambertini per intenderci, poeta dall'umorismo finissimo - che mia nonna spesso mi recitava. Il testo che hai scelto tu è invece un po' grossolano ma dà bene l'idea di che cosa si occupi il libro che mostra il lato ironico della mia personalità: argomenti di storia rivisitati secondo una mia plebea visione del mondo, poesie celebri parodiate, commenti ai fatti del giorno spesso pubblicati sui quotidiani locali fino ai limerick che, seguendo regole difficilissime di forma, sono solo delle barzellette i versi. Tutto questo per strappare un sorriso a quanti vorranno leggere questa mia ultima fatica sempre sperando che appaia negli store cosa che finora non è avvenuta.
    E a proposito di forma: tutti insistono sulla mia propensione per l'endecasillabo tanto che qui, a Ferrara, qualcuno mi chiama addirittura “la signora degli endecasillabi”, però il testo che hai pubblicato è in ottonari a dimostrazione che è la metrica, solo la metrica che mi “intriga” ritenendo che la poesia non sia tale se priva di musicalità.
    Ciao e ancora infinite grazie a te anche per il commento

    Carla Baroni

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  2. Pasquale Balestriere26 settembre 2020 16:32

    La silloge "SATURazione poetica"già nel titolo dice chiaramente l'intenzione della nostra Carla: vuole far satira, esprimersi per paradossi, buttar lì facezie e allusioni a piene mani, indurre il lettore alla risata- magari talvolta un po’ grassa, per via di certi ammicchi salaci o irriverenti-, ironizzare e parodiare in piena libertà creativa. Infatti la prima parola del titolo, che -si noti- è scritta in parte a caratteri maiuscoli, in parte minuscoli, suggerisce in primo luogo la natura satirica, giocosa e gioiosa del libro, come a dire “caro lettore, qui trovi un atto poetico in forma di satira”, con tutte le conseguenze del caso; sicché, per fatto polisemico, l’azione satirica (o SATURazione) adduce un sentimento di soddisfacimento, di appagamento, di pienezza, quasi di sazietà, comune alla poetessa (presumo) ed al lettore. Senza contare che il titolo potrebbe anche significare la completa occupazione di un territorio poetico - certamente non estraneo a Carla Baroni- qual è quello dell’umorismo. Aggiungo che è un libro che si legge con piacere e fa buon sangue, per i motivi bene espressi da Patrizia Stefanelli nella prefazione e da Nazario Pardini in questo post.
    Carla, nella dedica, mi ha scritto: “A Pasquale, per sorridere un po’ in riva al mare”. E io -garantisco- ho sorriso. Proprio in riva al mare. Dei Maronti.
    Pasquale Balestriere

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  3. RICEVO E PUBBLICO

    E così, su questa pagina, il nostro magnifico trio CANAPA, si è di nuovo ricomposto.
    Grazie, Pasquale, per la tua sempre attenta e puntuale recensione ad ogni mio scritto. Ma quello che mi commuove più di te e dimostra il tuo animo semplice e puro è l'attaccamento viscerale che hai per quel tuo “scoglio” che non perdi occasione di ricordare. Anche Nazario spesso e volentieri si sente “partorito” dal Serchio che gli scivola accanto e che egli mette di frequente al centro delle vicende più strane accadute o inventate tramandate letterariamente. Io, invece, nata in una terra che non conosco, e approdata ad un'altra che è stata così per lungo tempo restia ad accettarmi, mi sento quasi un'apolide. Fra voi, però, ho sempre la sensazione di essere a casa per il bene che mi volete e anch'io vi voglio. Grazie a entrambi.
    Carla

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  4. Ed eccomi in fila a godere di questa bella pubblicazione. Grazie a Carla per la bella lettura di cui mi ha reso complice e a voi, Nazario e Pasquale, per le citazioni alla prefazione. Certamene mi sono dvertita a leggere questa silloge e ho imparato anche molte cose. La satira non è lontana dai miei gusti poetici. A Carla auguro tante belle soddisfazioni.

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  5. Grazie Patrizia, era doveroso citarti dato che hai contribuito con molto perizia a questo difficoltosissimo parto. La satira a me piace veramente molto anche se ritengo che, culturalmente, non tutti siano in grado di capirla e di riderne.Però bisogna tentare.E poi io scrivo per divertimento, anche se, lo confesso, credo nelle cose che scrivo.Ciao,cara amica, a presto.
    Carla

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