giovedì 5 febbraio 2015

GIORGIA CATALANO "POESIE"



Il Poema di Giorgia Catalano

Si aggrovigliano
pensieri
rotolanti sull'asfalto.
Vagano, persi, verso la Luna.

Iniziare da questa citazione incipitaria significa penetrare fin da subito nel focus della poesia di Giorgia Catalano. Una poesia fresca, densa, polisemica, intimistica, i cui versi, con complessa semplicità, ne cristallizzano gli intenti emotivi. “Pensieri che si aggrovigliano” “pensieri che rotolano sull’asfalto” per sperdersi verso la luna. Un linguismo fortemente metaforico che sottintende aspirazioni a sottrarsi dalla materialità per azzardare voli verso azzurri di grande valenza spirituale. Ed è un percorso fortemente umano quello del “Poema” di Georgia: un tragitto che affonda la lama nella polpa di quelle questioni che alimentano le inquietudini del vivere. Quanto è difficile completare i nostri slanci oltre la siepe che delimita il nostro esser-ci. Sì, è naturale, fortemente umano, sentire il bisogno di sottrarsi alle restrizioni del tempo e del luogo. Come è umano  ambire all’oltre. Ma quanto è facile smarrirsi fra le stelle, o in quegli orizzonti senza fine per le nostre precarietà di esseri terreni, dato che la vita non è altro che il tempo prestato dalla morte. E qui c’è la vita, con tutti i suoi inquietanti perché, con tutte le insoluzioni legate alla nostra vicenda. Una vicenda che dalla realtà tende ad una verità difficilmente perseguibile, considerando l’imperscrutabilità ti tutto ciò che ci circonda. Lo stesso Pascal afferma che l’uomo è “un milieu entre rien e tout”. E questo è il cruccio maggiore di ogni essere umano, destinato a  vivere coi piedi a terra e con la mente al cielo. Una contrapposizione netta fra il niente e il tutto, fra il giorno e la notte, fra la vita e la morte; ed  è proprio la simbiotica fusione dei contrari a determinare il cuore della vita. Ma c’è anche in questa poesia un grande slancio fra le braccia di Pan; il quale sembra che rapisca l’anima della Nostra, che la intrufoli fra i suoi angoli più reconditi per riconsegnargliela poi zeppa di suoni e colori, di rugiade ed acque cristalline. Sono queste immagini a parlare, a concretizzare con le loro configurazioni tutti gli abbrivi esistenziali:

 Tra foglie di rugiada
dipinte,
lontano si ode un canto.

E rose di montagna
afferra nei suoi sogni
su rinverdite cime
ed acque cristalline.

Fruscio di fiori e fronde
scrosciare di torrente
lo portano lontano tra venti
di novembre.

Sussurra, poi si scrolla,
rapisce fantasie
e con un batter d'ali
inizia la sua danza.

La Catalano si mischia anima e corpo ai colori, ai sapori, ai venti, al sole, alle albe, ai tramonti, per farne voce del suo sentire; offre tutta se stessa ad un naturismo che si umanizza per offrire effetti scenici ed estetici di perspicua resa visiva; di sonorità dannunziana, direi, per la euritmica musicalità che i suoi versi sanno sortire con misure settenarie o ottonarie in preparazione a endecasillabi di grande potenza musicale.   
  Una vera rappresentazione arcadico-bucolica di polimorfica metaforicità, d’intensa polifonia, di vibrante partecipazione. Ma non si tratta solo di rappresentazioni macchiaiolo-arcadiche, qui c’è tutta la spiritualità dell’autrice, il suo mondo di affetti e di amore, dacché Giorgia ama, il suo è un discorso erotico, di un erotismo totale, plurale, polivalente. Ella ama il mondo, ama tutto ciò che vede, e non concepisce il male. Ne fugge partendo dalle miserie della quotidianità, quasi un percorso sabiano, per allungare il tiro fino all’Eccelso, fino alla grandezza di Dio:

Se potessi…
vorrei essere eterna
per veder brillare il mondo
nel vostro cuore
nella vostra vita.
Ma l'Eternità non è mio dono.
Solo Dio è  l'Eternità.

Una spiritualità che avvolge tutta la piccola silloge, facendone un poemetto i cui versi s’impennano in barbagli per adeguarsi a tutta l’urgenza che anima il cuore della Poetessa. Per tratteggiare la gentilezza, l’armonia, il candore della sua interiorità. Il suo perdersi in un mare che tanto sa di solitudine, di  rosso infinito, di estensione, di libertà, di quietudine:


È il sole che tramonta rosso
sulle onde appena piegate
dal  vento, che soffia timido.
L’azzurrità diventa notte, diventa
cupo desiderio di tranquillità e solitudine  

Nazario Pardini




PENSIERI PERSI
12 maggio 2014 17.50 (in Sala Rossa)


Si aggrovigliano
pensieri
rotolanti sull'asfalto.
Vagano, persi, verso la Luna.

© Giorgia Catalano




CINGUETTA
27 settembre 2014 18.30 (a casa)

Tra foglie di rugiada
dipinte,
lontano si ode un canto.

E rose di montagna
afferra nei suoi sogni
su rinverdite cime
ed acque cristalline.

Fruscio di fiori e fronde
scrosciare di torrente
lo portano lontano tra venti
di novembre.

Sussurra, poi si scrolla,
rapisce fantasie
e con un batter d'ali
inizia la sua danza.

Cinguetta fuor di via
si appresta a riposare
la piuma sua elegante
carezza in riva al mare.

© Giorgia Catalano


  
CALAR DELLA SERA
23 luglio 2012 18.10

Pietra levigata dal tempo
che passa,
affonda nell'acqua
d'un mare in tempesta.

Urla, si scuote,
frastaglia le onde,
biancheggia, s'infrange
la spuma sui sassi.

Più nulla.
Silenzio d'intorno.

Flebile voce
d'una brezza leggera
carezza granelli di sabbia,
abbraccia il calar della sera.

Giorgia Catalano




ALI D'UN FALCO
15.08.2011

Plasmata da mano divina
nella creta affondata
staglia la cima nubi d'ovatta
soffici, informi.
Odo il verso d'un ruscello
che lega la vita sua
ad un monte,
ad una fonte.
Ecco comparir degli animali:
buoi, stambecchi e libere
ali d'un falco
che la valle sovrasta
com'un fiero padrone.
Forte l'odor di campagna
nascosta alla vista,
profumo di vita,
di semplicità.
Sgorga latte caprino
dalle viscere sue e cade a goccia
nel cuor d'un bambino
ch'attende di placar
la sua sete.
E rumori d'insetti
d'una estiva allegria
tinta a colori dall'ingenuità.

Giorgia Catalano





RIPENSO
25 settembre 2010

Ripenso a gesti, ironie,
scherzose malinconie.
Rubo i miei stessi pensieri
per lavarli dalla tristezza,
per stenderli al caldo sole.
Così, odorosi di bucato,
li indosserò come abito nuovo.

© Giorgia Catalano
dalla raccolta: "Un Passaggio Verso le Emozioni"
Photocity edizioni, 2012 - ISBN  978-88-6682-321-6


  
AZZURRITA’
6 luglio 2010

Quasi immobile
su questa sabbia, con le ginocchia al petto.
Guardo questa azzurrità estesa,
odo il rumorio delle onde e taccio
per sentire la voce del mare,
il suo lamento inascoltato.
Un veliero, all’orizzonte.
Copro lo sguardo mio.
E’ il sole che tramonta rosso
sulle onde appena piegate
dal  vento, che soffia timido.
L’azzurrità diventa notte, diventa
cupo desiderio di tranquillità e solitudine.
Le onde tacciono.
Ritornano distese
nell’oscurità della notte.
Il veliero è sparito.
Il sole è finito sotto il mondo
e la bianca luna illumina
di candore le brune acque.
Dormo. Cullata dalle onde, coccolata
dal rumore di questo silenzio.
Il silenzio del mare calmo.

© Giorgia Catalano
dalla raccolta: "Un Passaggio Verso le Emozioni"
Photocity edizioni, 2012 - ISBN  978-88-6682-321-6





SE POTESSI…

6 marzo 2013 10.50

                                      (A quegli adorati diamanti
                                      che hanno impreziosito
                                      la mia vita:
                                      Nicolò, Matteo e Simone)

Se potessi…
abbraccerei i vostri sogni,
carezzerei le lacrime
dei vostri cuori
le coglierei per farne un manto
di salvezza
che vi protegga dal dolore.

Se potessi…
vi donerei gioia
infinita,
l'umanità di un'altra vita.
Scioglierei chiome
di pensieri felici,
rallegrerei i vostri occhi
quasi impauriti.

Se potessi…
cambierei le carte
della vita
per giocar nuova partita.
Insinuerei nel vostro cuore,
il sorriso d'un vero amore.

Se potessi…
alienerei me stessa
annullerei i miei sogni
per farne vela d'un battello
e condurvi là
dove riposa il sogno
dove il brutto è solo un ricordo.
V'amerò
fino a che vita risplenderà
negli occhi miei
fino a che  la mente mia
sarà lucente di pensieri,
perché v'ho atteso con amore,
pazienza e dolore.

Se potessi…
vorrei essere eterna
per veder brillare il mondo
nel vostro cuore
nella vostra vita.
Ma l'Eternità non è mio dono.
Solo Dio è  l'Eternità.

© 2013 Giorgia Catalano






1 commento:

  1. Un ringraziamento pubblico al prof. Pardini, per l'attenzione che mi ha dedicato, per la meticolosa analisi dei miei versi e per l'ospitalità, molto gradita, su questo blog culturale di alto livello.

    RispondiElimina