mercoledì 3 settembre 2014

FRANCO VETRANO: "IL VIAGGIO"


Un viaggio eterno, senza ritorno, delineato con versi morbidi e fluenti, che, con vis creativa ed efficace metaforicità, fanno di tutto per abbracciare quella partenza dalla luce e dal buio in compagnia di un penetrante rombo di silenzio. L’anaforico “Andremo via”, sta a suggellare la tristezza di un distacco irreversibile da tutto ciò che amiamo ed abbiamo profondamente amato; e, al contempo, il rapporto della nostra vicenda umana con la irrevocabilità del tempo. Settenari e senari si alternano, con apprezzabile successione di euritmica sonorità, in uno spartito musicale di generosa resa emotivo-esistenziale. La chiusa, senza armamentari retorici, concretizza l’inerzia di un corpo nel disanimato abbandono di un vestito liso.

Nazario Pardini 



IL VIAGGIO

Andremo via, col vento,
dalla luce e dal buio,
con noi porteremo
il rombo del silenzio.
Andremo via, un giorno,
sul letto lasceremo
il nostro corpo inerte
come un vestito liso.

Franco Vetrano


2 commenti:

  1. Mio caro Nazario, sono davvero entusiasta di trovare sul suo prestigioso blog una lirica dell'amico fraterno Franco Vetrano. Ho avuto l'onore di presentare la sua Silloge "Con il cuore negli occhi" e mi sento, umilmente di asserire che le liriche di Franco sono caratterizzate da uno stato di creatività artistica, da improvvise brillanti intuizioni, da quello che, più semplicemente, si potrebbe definire il ‘soffio divino’.L’Autore, infatti, ha scritto tutti i versi che compongono la Silloge in una sorta di stato di Illuminazione. Non le ha pensate, costruite, ma lasciate cadere sul foglio con naturalezza, quasi fossero parte integrante del suo dire. Se esiste il fervore ispirativo, Franco lo incarna.Egli possiede il dono dell’improvvisa intuizione. ‘Sente’ un’espressione struggente, una metafora,

    un ossimoro e da essi lascia scaturire, con immediatezza, le liriche brevi e intense, che fanno vibrare le corde del cuore. E, nel comporre, in stato quasi di trance, i propri versi, Franco si emoziona, si stupisce. Diviene altro rispetto a se stesso. Spettatore commosso di una storia che stenta a credere che possa appartenergli.
    Va detto che parliamo di un uomo inconsapevole delle sue doti. Di un Poeta che rifiuta di essere definito tale…Nel suo estro il nostro Autore non cede al fascino dell’autobiografia. Si racconta attraverso emozioni universalizzabili. E rende la propria Poesia territorio ospitale per ogni lettore.Lo stile, pur intarsiato di metafore, di immagini a effetto, è fluido, fruibile, caratterizzato da rara musicalità e da un timbro e un ritmo poderosi. La sua raccolta è collana di pietre preziose… che Franco porge come ciottoli raccolti sulla riva!

    Maria Rizzi

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  2. Grazie Professore, grazie Maria!

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