domenica 13 settembre 2015

MAURIZIO DONTE SU: "UN SUPPLEMENTO D'OMBRE..." DI LORENZO CURTI


Maurizio Donte collaboratore di Lèucade

XVII (da "LA VITA SEMPLICE" 2013)

Un supplemento d’ombre nella sera
monca di luci accese su in collina
che transito di nubi gonfie d’acqua
nascondono allo sguardo di chi cerca
scintille di bagliori tra le maglie
d’una campagna morbida di erbe.
Le grate fitte d’anni hanno nascosto
infervorate smanie ed illusioni
nel fatuo archivio dove si conserva
l’immagine sbiadita d’ogni cosa
o si rattiene solo una porzione
un lembo appena d’un tessuto perso.
Cesure nella vita e nei ricordi
che pròtesi di sogni non ricuciono:
arse parole che non hanno voce
per risuonare dentro l’aria greve
o abitare ancora dentro il cuore
aduso ad ogni sorta di penuria.
Propaggine di ramo, fusto cavo
la chioma ridondante, le radici
ma non l’esile pianta tutta intera
rimane dentro il campo di memoria
persiste oltre le lune, le stagioni.

Lorenzo Curti


M'accosto con timore reverenziale a questa lirica di Lorenzo Curti, la trovo una riflessione dolente e sofferta sulla memoria delle cose e degli affetti perduti, un lieve sorvolare sulle immagini, sui ricordi e sopra ai sogni infranti dalla vita. Non voglio entrare nell'analisi del testo e della sua metrica, anche se si ravvisa spesso la naturale cadenza dell'endecasillabo, non è questo che mi colpisce, quanto il suo senso profondo, l'umanità che si rivela nelle immagini lampeggianti e discontinue che l'Autore ci mette sotto gli occhi:

Le grate fitte d’anni hanno nascosto
infervorate smanie ed illusioni
nel fatuo archivio dove si conserva
l’immagine sbiadita d’ogni cosa
o si rattiene solo una porzione
un lembo appena d’un tessuto perso.

Le grate fitte degli anni nascondono le illusioni e le smanie di ciascuno, e le pongono in un archivio di cose inutili, dove sbiadiscono lentamente e si lacerano come un tessuto perso, vecchio. Dolentissima, l'immagine che segue e insieme delicata e forte: Cesure nella vita e nei ricordi, che pròtesi di sogni non ricuciono. Si ha un bel sognare, ci dice Lorenzo, quello che è sfuggito: è sfuggito per sempre, non torna, non c'è sogno, né surrogato di esso, che ce lo rende, ma soltanto una mesta malinconia, un rimpianto dentro di noi che ce lo fa amare, nonostante tutto e contro ogni logica.
E di questo, anche e soprattutto viviamo, affondando le radici in quel sentire, in quell'humus che è substrato di noi stessi, e viviamo, e ci apriamo al futuro, al divenire, sempre tenendo nel cuore quel mondo d'amore, e di affetti, che è finito, ma che ci dà forza e sostanza per proseguire, come piante che sentono il concime e danno frutti, nonostante traumi e potature. Ecco, Lorenzo ci invita a una profonda riflessione sul significato e la sostanza dell'umano vivere, che le ombre, le nubi e il morire delle illusioni, non abbattono, perché è sempre la vita che vince ogni sfida.

Maurizio Donte


1 commento:

  1. Grazie molte dello spazio che mi ha concesso, professore.

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