lunedì 5 luglio 2021

MAURIZIO DONTE: "FORMAE LUCIS"

 

Maurizio Donte,
collaboratore di Lèucade






Formae Lucis

 

Io non so dove il mio cantar conduce, 

se verso un luogo in cui il dolore è pianto, 

o ad un altrove la cui forma è luce

e vi risiede l'armonia e l'incanto.

 

E muovo incerto i miei pensieri intanto

che il giorno muore e tutto si traduce

in onde immense il cui fragore è tanto;

in quel mistero in cui non si introduce

 

la mente mia perché non lo comprende. 

Ed è l'Eterno una suadente voce

e il Paradiso nostalgia d'amore

 

a cui si volge l'anima che attende

l'ultima riva e il suo venir veloce

in quel tempo che mai saprà nel cuore. 

 

Maurizio Donte, 5/07/2021

 

https://fb.watch/v/1ORSNFqA3/

 

5 commenti:

  1. Un sonetto che risponde in pieno ai canoni classici, caro Maurizio, e che ci consente di viaggiare indietro nel tempo tra Coloro che diedero alla 'luce'la poesia. Mi sembra strutturato come un omaggio a Dante, in quanto riecheggia deliziosamente il suo "Tanto gentile e tanto onesta pare". La tematica è totalmente diversa e si accosta forse più all'ultimo canto della Divina Commedia. Un gioiello, mio caro amico. Sei un tessitore perfetto di metrica e melodia. Ti stringo ammirata.

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  2. Maurizio carissimo. Leggere il tuo sonetto mi ha consentito di assaporare le sensazioni delle tue emozioni mentre sgorgavano dal tuo intimo sentire e, nel contempo, percepire il profondo significato del tema nella fluidità armonica dei versi. Un abbraccio a te e al nostro Nocchiere Nazario
    Lino D'Amico

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  3. "Io non so dove il mio cantar conduce"
    Proprio così.

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