venerdì 17 ottobre 2014

GARIBALDO ALESSANDRINI: "HO TRE POTENTI AMICI"

Garibaldo Alessandrini è nato a Ripa in Versilia (Lucca) nel 1896, e lì è morto nel 1964. Orfano di padre, dovette abbandonare la scuola a undici anni, e guadagnarsi il pane col lavoro di operaio marittimo. Ansioso di apprendere, al solo sogno di penetrare il misterioso mondo dei grandi scrittori, affrontò le più dure privazioni per acquistare prima un dizionario italiano e poi i libri che meglio potevano appagare la sua sete di sapere. Cominciò assai presto a scrivere versi e prose poetiche; ma soltanto a trentotto anni osò presentare le sue liriche per la prima volta al pubblico. Ottennero un immediato successo, perché il poeta ha l’accento schietto e i ispirato di chi trascrive le proprie sensazioni e i propri stati emotivi, senza imbrigliarli in formule o schemi che ne falsificherebbero la spontaneità e l’efficacia. Il primo volume di versi Ritmi d’infinito apparve nel 1926, Seguirono Nuovi ritmi (1937), Ansie cosmiche,… Nel volume Murmuri di conchiglie raccolse il meglio della sua poesia.

In questa lirica, con voci diverse, la campagna, il mare, il vento parlano al poeta e gli dànno pace e conforto; tuttavia la più dolce al suo cuore è la voce del grillo, così fragile, ma così amica. La lirica limpida e chiara esprime un amore profondo per la natura che il poeta sente fraterna al dolore degli uomini.


Ho tre potenti amici

Il giubilo d’un grillo sui verdi filari,
lo scrosciante riso del mare,

e l’inno dei venti, fastoso, nel bosco,
sospendono l’affanno nel mio cuore.

Ho tre potenti amici sulla terra:
il più potente ha la voce più fragile. (1)








(1) Il più potente di tutti, poiché meglio degli altri mi  consola, è il grillo, l’umile figlio della campagna, con la sua tenue voce.

1 commento:

  1. Non mi vergogno di dire che leggendo la lirica di Garibaldo Alessandrini ho pianto. Più volte, parlando con gli amici, ripetiamo che le debolezze diventano punti di forza. Lui ne è la dimostrazione lampante. La voce che reputa più potente è quella tenue del grillo. Verrebbe voglia di porsi domande circa questa chiusa struggente, che rapisce l'anima, ma esistono domande per un'asserzione così importante? "Degli umili, degli ultimi sarà il Regno dei Cieli"... disse Qualcuno che percorse il sentiero terreno e pagò i peccati degli altri con la crocifissione. Io, piccola creatura rispetto a Lui e rispetto al Poeta, oso dire che esistono artisti più vicini alla verità che alla filosofia; più sensibili al dolore che all'erudizione; più vicini al sangue che all'inchiostro...
    Garibaldo sulla cresta dei versi ci trascina verso un lido che poteva sembrare inaccessibile: la poesia dell'oggi, della realtà dell'esistenza. Siamo fragili e potenti proprio in virtù della nostra fragilità. Grazie infinite.
    Maria Rizzi

    RispondiElimina