venerdì 16 novembre 2018

STEFANO LABBIA PRESENTA: "PICCOLE VITE INFELICI"


PICCOLE VITE INFELICI – STEFANO LABBIA CARTELLA STAMPA Illustrazione originale by Elena Capoccia. Maurizio Vetri Editore è lieto di invitare la Vostra persona alla presentazione del nuovo romanzo di Stefano Labbia "Piccole Vite Infelici" che avverrà a Roma il 6 Dicembre 2018 alle ore 19:30 presso la libreria L'Orto dei Libri sita in Via Diego Simonetti, 70

Di seguito la scheda tecnica e la bio e le note dell'autore. SCHEDA “Piccole Vite Infelici” Stefano Labbia Autore del libro Stefano Labbia Titolo del libro Piccole Vite Infelici Casa editrice Elison Publishing (ebook) – Maurizio Vetri Editore (cartaceo) Luogo e data di pubblicazione Lecce – 2017 / Enna - 2018 Genere del libro Romanzo Tematica Amore, lavoro, vita Personaggi principali Caio Sano, Melina, Maya, Marco Marcello Ambientazioni Roma Tempi della narrazione Terza Persona Trama Roma. Giorni nostri. Le esistenze di quattro persone (Marco Marcello, Maya, Melina e Caio Sano) facenti parte del mondo dello showbiz si scontrano, si amano, si invidiano e poi si separano sullo sfondo di una Capitale d'Italia caotica, frenetica e più ingiusta di loro. Riflessioni personali Romanzo incentrato sulla vita - lavorativa e sentimentale - di alcuni giovani cineasti / sceneggiatori: Caio Sano, Marco Marcello, Maya, Melina ed i loro amici / collaboratori. Le strambe e fallimentari vicissitudini legate ai progetti cinematografici che i quattro hanno in comune (che sin dall'inizio si presentano ostici) si intrecciano con le passioni, gli odi, le gelosie e le invidie che attraversano i loro microcosmi. I destini dei protagonisti, quasi presi da un vortice auto-distruttivo, si scontrano per poi dividersi e avere risvolti diversi: dal successo di Marco Marcello, che riesce a sfruttare l'esperienza fatta per trovare fortuna a Londra come autore e sceneggiatore, a quella di Caio Sano, che diventa un senzatetto, logorato dentro da un'ambizione che, a causa del suo ego, non è riuscita a trovare sfogo. Lo scritto condensa un’umanità variegata tesa da passioni e scontri, sogni che vanno a infrangersi contro il muro della realtà, un disincanto e una rabbia diffusa per l’incompatibilità di molte componenti della società. Romanzo avvincente, intricato, forte, che narra, in punta di penna, il mondo dei trentenni di oggi, quella landa oscura in cui è facilissimo smarrire la strada e in cui gli attimi di felicità affogano in oceani di malinconia. Note dell'autore Ho scritto questo libro nel giro di un mese: lo sentivo dentro. Nella pelle, nell'anima, nelle ossa. È uno spaccato dell'Italia odierna, forse contaminato da ciò che in anni e anni mi ha sempre circondato. Insofferenza. Incomprensione. Disagio. Inettitudine. Perché alla fine ognuno di noi può benissimo riconoscersi in Maya, Caio Sano, Marco Marcello o Melina. Il buono, il brutto, il cattivo e il cretino. Non per forza in questo ordine... O può riconoscere in loro un amico, un parente. Un amante. Roma fa da sfondo alle esistenze di varia natura dei personaggi descritti di cui sopra. Li seduce, li abbraccia, li illude, dona loro sogni, paure, speranze. E poi si riprende tutto, come fosse un croupier stralunato ed un po' imbroglione. L'insicurezza domina i quattro attori di questo dramedy isterico, convulso e a tratti caotico. Eppure... Eppure anche nel caos vi è ordine. Un ordine perverso, malato, infame che non ci è dato sapere. Qualcuno crede che tutto capiti perché vi sia dietro un disegno, un destino da compiere... Che non esista coincidenza, in un universo dominato da leggi che a noi ancora sfuggono. Leggi universali, fisiche, pratiche di cui ancora non siamo a conoscenza. Abbiamo paura di ciò che non capiamo perché l'uomo sente ed ha sempre sentito l'esigenza di dover spiegare tutto... Ogni cosa. Ogni-dannata-cosa che gli capita, che gli si para di fronte. E quando non riesce a spiegarla, a processarla, a comprenderla... Si incazza. Con sé stesso. O con la prima persona che gli capita a tiro, sfogando su di lui ogni sensazione pessima, ogni frustrazione atavica, ogni calcio preso in faccia nell'intero arco della sua misera esistenza. Spero vi siate in qualche modo riconosciuti con i personaggi descritti nel libro, nei loro pregi e nei loro difetti, fosse anche solo in uno di essi: significherebbe, per me, di aver fatto un buon lavoro... Perché era proprio quello il mio obiettivo: far sorridere delle sciagure di questi quattro pazzi scatenati. Perché questi “pazzi”... beh... che vi piaccia o meno... siamo noi. 

Stefano Labbia

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