martedì 1 dicembre 2020

NAZARIO PARDINI LEGGE: "ESERCIZI DI RIMA" DI LUCIANO DOMENIGHINI

Luciano Domenighini. Esercizi di rima. TracceperLaMeta edizioni. Novembre 2020

 

La poesia delle ragazze


Della malinconia fuggo gli addiacci

non grazie all’armonia di rime e accenti.

Bramo la fantasia di forti abbracci,

la vivida poesia di baci ardenti. (pag. 99).

 

Oltre alla poesia testuale, mi piace riportare la chiusa della prefatrice, indicativa della pluralità e della varietà della poesia del nostro Domenighini: “… Un libro che trasmette saggezza e che, tra una rima baciata e una alternata, ci mostra che le emozioni, se contenute e ben elaborate, possono diventare bellezza senza tempo, contemplazione e costruttività, facendo da ponte tra passato e presente, generando gratitudine e passione per ogni momento che ci è dato nell’avventura caduca e senza fine che è la vita”.  Un finale che tratteggia a piene mani la passione del Nostro per la poesia e per tutti i marchingegni formali attraverso i quali l’animo umano trova l’uscita per concretizzarsi.   

Iniziando da questa perfetta quartina rimata in A, B, A1, B1 si può penetrare da subito nello spirito poetico del volume di Luciano Domenighini edito per i tipi di TracceperlaMeta edizioni. Un libro ben fatto, per veste grafica, impaginazione, copertina, caratteri, quarta. E essere moderni lavorando in metrica non è cosa facile, a meno che non si abbiano le doti di versatilità di questo autore, che riesce ad avere un animo giovane e attuale da trasferire in una dovizia di versi che richiamano la nostra tradizione petrarchesca. D’altronde siamo stati maestri e non dobbiamo peritarci a confermarlo   quando si presenta l’occasione. E Domenighini ha fatto storia con la sua disciplina metrica, dacché non è nuovo in tali impegni culturali. 

Quindi si presenta sulla scena letteraria con un nuovo volume di versi, in cui mette in evidenza, ce ne fosse ancora bisogno, la sua ecletticità scritturale e la sua acribia versificatoria. Esercizi di rima, il titolo di questo nuovo testo e se Paul Verlaine diceva bene (la  poesia è musica tutto il resto è letteratura), sembra che lo scrittore segua alla lettera i parenetici intendimenti del francese. La  musica qui scorre come su uno spartito operettistico, i versi si fanno note di tale fluidità. La padronanza rimica di Domenigini si fa da subito notare  in queste strofe singole rimate in varia misura: Quinari, Senari, Senari, Ottonari, Novenari, Decasillabi, Endecasillabi, Versi doppi, Dimetri, Versi liberi, che sono, poi, le sezioni in cui è ripartito il libro. Sembra che  le sonorità seguano l’input trascinatore dell’animo, della assuefazione a tale intrico di misure ritmiche. Di sicuro qui siamo distanti da ogni sperimentalismo di positura prosastica, dove l’io è assente; qui al contrario l’io è attivo, fattivo, presente con tutta la sua carica esplosiva che, in collo a diagrammi musicali, dà il meglio di sé, portandosi dietro tutto il peso di una storia. Poesia classica attualizzata, répêchage di suoni e misure dalla nostra tradizione storica trasferiti in un gioco di abilità costruttive che ne rivelano sostanza iuncturale di sapido sapore poetico. Una dovizia di quartine combinate nelle più svariate forme metriche. E i contenuti ci dicono di vita, di amore, di memorie, di sogni, di illusioni, delusioni. Insomma  ibi omnia sunt: Vita, Sermenti d’amour, Poesia, Sacro e profano, Poesia e arte, Amor vitae, L’amore, Prodigi del sonno, Anonime speranze, Il ruolo del poeta, Cuore-amore, Senilita’, Il desiderio, Il dono, Erotica, Le occasioni, La bella età, l’appuntamento, Piazza dei miracoli…   Il poeta pesca dall’esistere, dal fatto di esser-ci, la varietà contenutistico-esistenziale del suo mondo affidandola a versi, che, disciplinati e obbedienti, sono vòlti a reificare gli intendimenti, le passioni, i sentimenti, e gli abbrivi dell’umana vicenda; di un animo tutto indirizzato a combinare forma e contenuto. Strofe singole volgenti ad una sintesi che concentra nella sua essenzialità un animo folto di rimandi a storie, a suggestioni, a incontri, a abbracci di carica umana.  Questo è il poeta. Questa la sua vis creativa, questo il suo ricamo verbale. Leggere vuol dire imparare, partecipare; vuol dire fare nostro ciò che in animo altrui cova. Ed è così che alla fine della lettura di queste brevi ed essenziali voci poetiche quello che resta è un brivido di armoniche combinazioni che ci rendono arricchiti di nuove esperienze poematiche e umane.               

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