lunedì 23 novembre 2015

GIUSEPPE VILLAROEL: "E' PRIMAVERA"



Giuseppe Villaroel

E’ nato a Catania e ha  vissuto a Roma. Professore nelle scuole medie, ha composto in prosa opere  di critica  quali Contributo dei letterati umanisti nelle scienze giuridiche, ma è stato essenzialmente un poeta dalla vena limpida ed ispirata, dallo stile rapido e vibrante, dai sentimenti nostalgici e commossi. Le sue raccolte più note di versi sono: Il cuore e l’assurdo, Ombre sullo schermo, Stelle sugli abissi; ma il frutto della sua esperienza lirica è condensato nel volume della maturità: Quasi vento d’aprile… Ha conseguito il Premio Viareggio (Repaci) nel 1956.



Primavera (da Il cuore e l’assurdo)

Il sole batte, con le dita d’oro,
alle finestre. Uno squittìo sottile
è sui tetti. Nell’orto la fontana
ricomincia a cantare. E’ primavera.
Le chiese, in alto, con le croci accese,
i monti immensi con le cime rosa,
le strade bianche con gli sfondi blu.
E’ primavera. E’ primavera. Il cielo
spiega gli arazzi delle nubi al vento.
L’albero gemma. Vèrzica la terra.
Nel cortile la pergola è fiorita.
Ai balconi: le donne in vesti chiare.
E’ primavera. E’ primavera. E il mare
ha un riso azzurro e un brivido di seta.


     

1 commento:

  1. Leggendo questa lirica magnifica, che ha il battito del tempo che si rinnova, l'impeto della stagione nuova, i colori, le armonie, i soni, i profumi, della rinascita, si torna a credere. Giuseppe Villaroel affresca la primavera che aspettiamo e che sembra offuscata dal gelo di un lungo inverno.Liriche così potenti, ispirate e felici sono la risposta più forte al tempo che viviamo. Simbolizzano il coraggio, la fede, la progettualità. E il Poeta si avvale anche di rara musicalità per rendere la sua opera simile a un crescendo rossiniano. I due mirabili versi della chiusa:
    "E’ primavera. E’ primavera. E il mare
    ha un riso azzurro e un brivido di seta"
    rappresentano una poesia in se stessi. Una poesia che scioglie i sudari e ci avvolge di brividi carezzevoli.
    Ringrazio di cuore l'Autore per questo cammeo e il carissimo Nazario, che ha deposto sul Suo Scoglio un corallo così splendente.
    Maria Rizzi

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