mercoledì 8 maggio 2019

NAZARIO LEGGE. "FRAMMENTI...." DI GIUSY FRISINA

Giusy Frisina,
collaboratrice di Lèucade


Cinque poesie che fanno parte di una silloge dedicata ai sobbalzi emotivi di una Bovary che rappresenta nella sua inquietudine quelli che sono i punti cardinali del primo Romanticismo: passione, amore, conflittualità, voglia di oltre, desiderio di un altrove molte volte concretizzati in un mare il cui orizzonte è indicativo nei confronti di chi è alla ricerca di un porto irraggiungibile. Qui l’essenza spirituale dell’Autrice che nel mare ha sempre veduto una via di fuga dalla ristrettezze del vivere. Ma anche una via di approdo ad una civiltà ellenica di cui Giusy Frisina si sente parte. Flaubert non fa altro che utilizzare gli ingredienti giusti per condire il piatto dell’epoca: noia, tristezza, monotonia della vita matrimoniale, diversa da quella delle letture dei romantici. Emma accetta il corteggiamento di un giovane studente e poi di un ricco proprietario terriero. I debiti e il rifiuto dei suoi amanti di aiutarla, la morte finale dei due principali personaggi rientrano bene nel quadro di un vissuto intonato ai sentimenti del tempo. La Frisina nelle sue poesie ben condotte a livello metrico, e consegnate ad uno spartito di libera circolazione versificatoria, riesce, con tocchi di pregio analitico e psicologico, a disegnare un animo intriso di conflittualità esistenziali. La sua magica intrusione psicanalitica si fa visiva e corporea nel distendersi della narrazione giocata su sguardi e sull’estrema noia dell’esser-ci:
Questo prima che
L’ estrema noia
O il  terrore crudele
si avventino  affamati
Sul mistero dei miei sguardi
E i termini del racconto (ballo, sopportare, solitudine, maschera, sogni, tristezza…) si fanno essenziali nel dispiegamento delle emozioni in campo. Nel finale il sogno di un'attesa più immaginata che voluta: un’attesa che è in sintonia con l’aspirazione al cambiamento, alla fuga dal menage:
 Ti aspettavo da sempre
Ma non arrivavi mai
Eri impresso
nelle calme vuote del cielo
nei precipizi della domenica
e nei solstizi del lungo inverno.

Nazario Pardini


FRAMMENTI PER EMMA BOVARY

Poter riuscire ad essere
Serenamente  insensibile
Al baluginare della vita beffarda
Alla parola di pietra
Alla parola non detta
Alle rose che non ho avuto
Alle rose ormai appassite
Conoscere per tempo
Le dottrine buddiste
 Dormire nella veglia
Un sonno da bambini
Con un lieto risveglio
 Al di là di ogni tempo
Questo prima che
L’ estrema noia
O il  terrore crudele
si avventino  affamati
Sul mistero dei miei sguardi

****

Un ballo per sopportare la solitudine
E la tua maschera che ti somiglia
Azzurrina come i tuoi sogni
Coi brillantini sul viso
Per ingannare la tristezza
Gli innamorati  come falchi
Sulla tua dolce luna sospesa
Proprio adesso che tenera sfavilli
Nella notte ancora accesa.

******

Una filigrana d’azzurro
Nell’anima che vola
E il buio che precipita nel cuore.
Basterebbe un attimo
Ma non ne hai il coraggio
E nessuno sa quale turbine
Passa nel tuo sguardo
Mentre la luce sbieca del tramonto
Sembra fermarsi per te
Tu ferma alla promessa
Come a una speranza assurda
E se potessi fermare
l’universo a quell’attimo
prima che si dilegui
l’orlo del cielo
sull’orlo più leggero del vestito

********

… E ancora la sua anima ci insegue
E talvolta appare
Sulle pagine di brina
Delle sere d’inverno
Quando il ghiaccio stringe la mente
E assedia I sogni fumosi
E nella nebbia di una passeggiata 
Sonnambula
Si definisce per un’ attimo
L’immagine in fuga
Nella notte che giunge -
Troppo presto -
La solitudine scartata dai pacchetti -
Troppo grande -
Per essere accesa
Nel lume di candela
O sulle braci
Di una tragica attesa.
  
************

Ti aspettavo da sempre
Ma non arrivavi mai
Eri impresso
nelle calme vuote del cielo
nei precipizi della domenica
e nei solstizi del lungo inverno.
Non ti sollevavi  mai dall'ombra dei cortili
e dal profilo dei fiori disseccati.
Eri il  volto dell'alba e la nostalgia  del tramonto.
Potevi correre indisturbato
senza il vento ti raggiungesse mai.
Eri la campagna instancabile
e lo sterminato canto del raccolto.
Eri il genio  e la conchiglia remota.
La lampara sul mare e la spada nella roccia.
Eri un attimo eterno e un ricordo fugace.
Eri la notte delle candele e il gioco delle sette lune
La gioia e la disperazione  infinita.
Nei miei sogni eri il nulla  e la seta preziosa.
L'oro e il rosmarino della speranza  invincibile




8 commenti:

  1. " Frammenti " lirici , nel senso proprio del termine . In ognuno di essei vibra l'anima di "Emma" alla ricerca della corrispondenza nel reale dei sogni , cullati nella penombra dell'attesa, e si sente " la gioia e la disperazione infinita" in quell'attesa che si perde nei vari tentativi di trovare quello che è impossibile trovare nella realtà, perché vive solo nei sogni ! Ancora una volta un classico si vive una nuova vita in un nuovo tempo, quando incontra sulla sua strada chi trova le immagini e le parole che sappiano dargli nuova vita . E tu , Giusy, davvero in queste liriche ci sei riuscita!

    RispondiElimina
  2. Grazie Nazario del bel commento a questi frammenti che per me rappresentano un'esperienza insolita nel mondo della letteratura, ispirata da un personaggio molto più complesso di quanto non sembri… ovvero l'alter ego dell'anima inquieta di Flaubert, critico e nello stesso tempo nostalgico di un romanticismo mai morto, nell'epoca ormai interminabile del disincanto.

    RispondiElimina
  3. Nazario ricama con la sua capacità magistrale di lettore delle anime l'interpretazione che la cara Giusy dà di Madame Bovary. L'opera, che verso la metà del 1800 causò all'Autore, Flaubert, un processo per immoralità, perché parve la rappresentazione compiaciuta di costumi corrotti, era in realtà moderna e tesa a mettere in luce la mediocrità della borghesia dell'epoca.
    Giusy affresca nelle sue cinque poesie la vita della protagonista, il distacco mentale, prima ancora che fisico, dall'universo triste, mediocre, che aveva accettato di vivere e che le stava ogni giorno più stretto. Come asserisce Nazario Giusy costruisce i musicali e dolcissimi versi intorno agli stati d'animo della donna, alla solitudine, alla tristezza, alla tensione verso l'amore... Versi di raso, che coinvolgono e trascinano verso un Romanticismo ricco di fascino e di seduzione. Grazie Giusy... Ti abbraccio forte.
    Maria Rizzi

    RispondiElimina
  4. Grazie alle care amiche Maria e Rosa. Come diceva Flaubert? Madame Bovary c'est moi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dove sono le immagini di Emma di Giancarlo Ferruggia che hanno ispirato Giusy Frisina?

      Elimina
  5. Grazie Giusy Frisina! Per aver pubblicato queste bellissime poesie ispirate ai miei quadri dedicati a Emma Bovary Frammenti) Giancarlo Ferruggia. Marzo 2016 Firenze.

    RispondiElimina
  6. Immagini di Emma Bovary di Giancarlo Ferruggia. (Frammenti x Emma) Marzo 2916.Firenze.

    RispondiElimina
  7. Ho già inserito il mio commento! Aspetto che venga pubblicato.Grazie.Giancarlo Ferruggia. (Pittore.)

    RispondiElimina