domenica 1 novembre 2020

CARMEN MOSCARIELLO: "LA NOTA IRRIVERENTE DI CLAUDIA PICCINNO"

La nota irriverente di Claudia Piccinno

L’ode del sublime

Carmen Moscariello,
collaboratrice di Lèucade

A prima mattina, seppur in quest’alba travagliata, è bello svegliarsi con un libro di poesie tra le mani. Un libro che mi appare subito particolarmente caro: tre amici intorno al cor mi son venuti. Tre poeti che amo: Claudia Piccinno, Nazario Pardini e Ester Cecere che accompagnano la lettura con le loro note critiche. Non leggo mai le prefazioni dei libri per non essere influenzata dalle loro parole. Non per arroganza, ma per l’urgenza di nutrirmi di una poesia vergine. Ma questa volta le prefazioni erano lo stesso libro, non c’era iato, né spazi, né interlinee. Naturalmente il protagonista era il cuore della poetessa , nei ritmi incalzanti, emozionanti;   è il cuore della poetessa che palpita vivo nell’amore e nell’ra: Odi et amo. Quare id faciam,  fortasse requiris.Nescio, sed fieri sentio et excrucior.,il maestro d’amore ci insegna. I  versi di Claudia, però, mi hanno condotto immediatamente alla scuola della grande poetessa greca, Saffo, quei pochi versi salvati, alcune sue immagini di donna intellettuale e rivoluzionaria, di donna bella e innamorata, mi hanno riportato alla soglia del cuore di Claudia. Rapporterei i sui versi  a quelli tradotti dal grande Quasimodo (Quanti doni di traduzione latina e greca ci ha lasciato questo poeta!). Anche Claudia è una brava traduttrice, lei si che sa tenere contatti con il mondo intero. La poesia e il dolore non l’hanno portata a un solipsismo devastante, tutt’altro lei è viva e amata, con la valigia a portata di mano. Una transfuga? Una curiosa innamorata del mondo? Ecco lei con i suoi libri e con il suo operare ci dà una grande lezione: La poesia è vita. Ci apre porte infinite, contatti umani e d’amore che vanno  ben oltre il racconto. Anche questo è un merito della sua poesia.

Dicevo  sulle affinità tra la poetessa Claudia Piccinno e Saffo:

ebbene:

A me pare uguale agli dèi
chi a te vicino così dolce
suono ascolta mentre tu parli
e ridi amorosamente. Subito a me
 il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
si perde nella lingua inerte.
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue nelle orecchie.
E tutta in sudore e tremante
come erba patita scoloro:
e morte non pare lontana
a me rapita di mente.

Così Claudia:

Io amo il bambino che è in te

/il monello degli aerei di carta/

Delle fughe all’aeroporto/…

Decolli e atterraggi/abbandoni e

Strappi e rammendi/

molecole e atomi.

Quello che caratterizza i versi delle due poetesse è il ritmo, l’incalzare, l’essere possedute da un Dio… Ebbene senza l’amore-dolore, non ci sarebbe l’ anima e seppur coinvolte in diluvi e tempeste si ama comunque. Chi ama con tutta se stessa, poi si  aspetta molto dall’altro.

Il dramma e la bellezza di questo libro è l’amore strappato, in esso rientra anche la morte, in questo caso quella dei genitori di Claudia, morte che io ho personalmente seguito con la poetessa, portata in breve tempo e per ben due volte nella sua terra natia per seppellire i suoi cari.

La bellezza della poesia risiede nella capacità di commuoverci e i versi di Claudia anche quando “Bestemmiano” sono poesia ardente.

Di Carmen Moscariello

Claudia Piccinno

La nota irriverente- Poesie. Prefazioni di Nazario Pardini, Ignazio Gaudosi, Ester cecere.

Edito da “Il cuscino di stelle”. Copertina di Florisa Sciannamea.

 

 

 

 

 

 

3 commenti:

  1. Carmen Mostacariello in questa esegesi dell'Opera della mia amica Claudia Piccinno mette in rilievo aspetti interessantissimi della sua vita in Poesia. "La nota irriverente", prefato da amici come Nazario ed Ester, cari anche al mio cuore, è una Silloge che coniuga il rapporto tra l'amore e il dolore di Claudia e la vede accostata alla grande Poetessa di Ereso, che visse a Lesbo e dedicò tutta la sua esistenza esclusivamente alla Poesia, nel tiaso dove si radunavano le fanciulle della città e le straniere dedite alle Arti. Saffo è l'esempio più illuminante dell'amore legato alla sofferenza e la Moscariello lo dimostra affiancando una lirica della Poetessa greca a una della Nostra. In entrambe, nonostante la differente cifra stilistica, è possibile ritrovare strappi, lacrime e passione. Bellissimo il passaggio della recensione nel quale l'Autrice asserisce che la Poetessa non si è mai rifugiata nella bolla pericolosa del dolore,anzi 'lei è viva e amata, con la valigia a portata di mano'. Claudia svolge infatti un ottimo lavoro di traduttrice, e resta innamorata in modo incandescente della Poesia e della vita. La lettura di quest'analisi brillante ed empatica mi ha permesso di conoscere meglio l'anima di quest'amica e di considerarla un Esempio. La leonessa che abita in lei è la genesi del valore che la contraddistingue. Ringrazio Carmen Moscariello per il magnifico lavoro e mi permetto di abbracciarla insieme alla cara Claudia, al nostro Condottiero e a Ester.

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  2. Grazie di cuore a voi tutti, a Nazario per l'ospitalità, a Carmen che mi legge oltre le parole, a te Maria sempre generosa e presente, e a Ester che dietro le quinte non mi lascia sola

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  3. Grazie a Maria Rizzi e a Nazario Pardini

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